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L'amministrazione Obama ha tenuto per diversi anni contatti segreti con elementi del regime siriano in un fallito tentativo di limitare la violenza e ottenere che il presidente Bashar al-Assad cedesse il potere.

È quanto rivela il Wall Street Journal, citando funzionari arabi e americani.

Nella fase iniziale, gli Usa avrebbero cercato crepe nel regime - afferma il quotidiano - da poter sfruttare per favorire un colpo di Stato militare, senza però trovarne.

Gli sforzi - scrive il Wsj - mettono in evidenza come l'amministrazione Obama abbia cercato di confrontarsi con una dittatura opaca in Medio Oriente, portata avanti dalla famiglia di Assad per 45 anni. Ma, al contrario del canale segreto avviato con l'Iran, gli sforzi in Siria non sono mai decollati e le comunicazioni sono state molto limitate, secondo il racconto di una dozzina tra diplomatici e funzionari americani e arabi citati dal giornale.

I funzionari americani rivelano che le comunicazioni con il regime siriani avvenivano a singhiozzo ed erano concentrati su questioni specifiche. A volte, alti ufficiali parlavano direttamente tra loro ed altri; altre volte, inviavano messaggi attraverso intermediari come gli alleati principali di Assad, Russia e Iran. Il presidente siriano ha cercato diverse volte di aprire un dialogo con l'amministrazione Usa per dire che Washington dovrebbe unirsi con lui nella lotta al terrorismo.

Nel 2011, mentre il regime cominciava a reprimere le proteste e i soldati iniziavano a lasciare l'esercito, funzionari dei servizi segreti Usa identificarono ufficiali della setta di minoranza alawita di Assad che potevano potenzialmente portare un cambiamento di regime, secondo le interviste del Wsj.

"La politica della Casa Bianca nel 2011 era quella di arrivare a una transizione in Siria trovando delle crepe nel regime e offrendo incentivi al popolo per abbandonare Assad", ha detto un ex alto funzionario. Ma la coesione del regime resistette e le repressioni continuarono. Nell'agosto del 2011, il presidente Obama chiese pubblicamente ad Assad di dimettersi.

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SDA-ATS