Google ruba i testi delle canzoni che mostra nel suo motore di ricerca, e così facendo toglie traffico ai siti web da cui attinge, e che hanno in quello la loro ragion d'essere. A formulare l'accusa è Genius Media Group.

Che dopo aver denunciato pubblicamente la situazione - l'ultima volta nell'estate scorsa - ha deciso di adire alle vie legali. La società ha fatto causa a Google e a uno dei suoi partner, LyricFind, chiedendo danni per non meno di 50 milioni di dollari.

Nelle 50 pagine depositate presso un tribunale di Brooklyn, Genius ribadisce quello che aveva fatto presente a Google più volte e che nel giugno scorso aveva reso pubblico al Wall Street Journal. Il riutilizzo delle sue trascrizioni dei brani - evidenzia - viola i termini d'uso del suo sito, oltre che le leggi antitrust. Genius sostiene di poter dimostrare l'accusa perché dal 2016 usa alternativamente l'apostrofo dritto e curvo nei testi come fosse un codice morse, in modo da comporre sempre la stessa parola, "Red Handed".

All'articolo del quotidiano, Google aveva risposto che i testi mostrati sono forniti in licenza da partner e che avrebbe messo fine ai rapporti con quelli che non seguono "buone pratiche". La compagnia ha inoltre iniziato a citare i nomi dei partner, tra cui LyricFind, come fonte dei testi.

Il problema si è presentato solo in anni recenti, quando Google ha fatto una modifica al suo motore di ricerca. Prima, quando si cercava il testo di una canzone, i risultati mostrati da Big G rimandavano ai siti web specializzati come genius.com, che offre i testi musicali soprattutto nel genere hip hop. Adesso, a fronte della stessa ricerca, Google mostra direttamente il testo del brano cercato, rendendo inutile cliccare sui siti. A causa di questo, Genius ha lamentato un calo delle visite al suo sito.

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