Prosegue lo stato di agitazione dei dipendenti pubblici in Slovenia, con diverse migliaia di insegnanti, pedagoghi e altri lavoratori dell'istruzione pubblica che sono scesi in piazza a Lubiana per un'ondata di scioperi che dura da tre giorni.

Nei primi due giorni della settimana, hanno sfilato nella capitale in centinaia, prima gli agenti di polizia e poi gli operatori sanitari e sociali, mentre oggi è stato il turno degli insegnanti, che secondo alcune stime hanno superato le 15000 unità.

Il sindacato di categoria, l'Unione per l'istruzione, la scienza e la cultura in Slovenia (Sviz), uno dei più grandi del settore pubblico, guida la protesta per rivendicare salari più elevati per i 37'000 impiegati che nella giornata odierna hanno garantito solo i servizi essenziali negli asili nido, mentre in tutto il paese gli insegnanti sono rimasti a braccia conserte, con la chiusura di diversi edifici scolastici e la sospensione delle lezioni, anche all'università.

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