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Slovenia: stampa, per ex arcivescovo dura punizione Vaticano

È giallo in Slovenia sulla sorte dell'ex arcivescovo cattolico di Lubiana e metropolita del paese, Alojz Uran. Secondo la stampa slovena, il Vaticano avrebbe ingiunto al prelato di lasciare il proprio Paese al più presto, al massimo entro la fine dell'anno, ma non si sa per quali infrazioni del codice canonico. I giornali ipotizzano un coinvolgimento in uno scandalo finanziario, ma non escludono un figlio segreto o uno scontro interno fra prelati sloveni.

La notizia ha suscitato grande interesse dei media, poichè la Santa Sede decide molto raramente misure punitive così drastiche per i suoi vescovi, ma soprattutto perchè non sono chiari i retroscena della decisione, che sarebbe stata comunicata al prelato in pensione da parte della Congregazione per i Vescovi.

L'informazione è stata rivelata dal parroco di entjakob ob Savi, Vlado Bizant, parente di Uran, a capo dell'arcidiocesi di Lubiana dal 2004 al 2009. Bizant ha detto che lo scorso maggio il Vaticano avrebbe proibito all'ex arcivescovo di celebrare le messe solenni e ordinato di lasciare la Slovenia, aggiungendo che Uran ritiene la decisione "ingiusta", ma intende rispettarla.

La nunziatura apostolica a Lubiana e l'arcivescovo Anton Stres non hanno voluto nè confermare nè smentire la notizia, spiegando di non conoscere il contenuto della corrispondenza tra Uran e il Vaticano. Secondo i giornali, la punizione del prelato sarebbe certa e nei prossimi mesi questo si trasferirà a Trieste, oppure a Pola, in Istria.

Rimangono però sconosciute le ragioni per le quali la Santa Sede avrebbe deciso di punire l'ex arcivescovo. Molto probabilmente, scrivono i giornali Delo e Dnevnik, Uran viene ritenuto corresponsabile del crack finanziario della diocesi di Maribor.

Due anni fa si scoprì, grazie a rivelazioni della stampa italiana, che la diocesi di Maribor aveva fatto una serie di investimenti molto rischiosi in alcuni fondi, ipotecando addirittura alcune chiese e adoperando anche soldi dei fedeli. Dopo il crollo delle borse a causa della crisi economica e la bancarotta dei fondi collegati alla chiesa cattolica di Maribor, sarebbero andati in fumo centinaia di milioni di euro e "una parte della reputazione della Chiesa in Slovenia".

Altri sostengono che al Vaticano non sarebbe piaciuto il fatto che Uran avrebbe celato di avere un figlio, fatto però mai provato. Il 'Delò si spinge a ipotizzare che dietro la drastica punizione ci siano "rapporti personali tesi all'interno del clero sloveno", alludendo che è difficile pensare che il destino di Uran sia stato deciso all'insaputa dell'attuale arcivescovo Anton Stres e il predecessore di Uran, il cardinale Franc Rode, illustre membro della curia vaticana e, fra l'altro, membro della Congregazione per i Vescovi.

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