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Anche i sudditi della regina Elisabetta vanno all'estero per fare il cosiddetto 'turismo dei benefit'. Almeno 30 mila cittadini britannici percepiscono sussidi per la disoccupazione nei Paesi dell'Ue. Secondo il Guardian, il loro numero supera quello degli europei che arrivano dalle nazioni più ricche e possono contare sugli stessi benefit pubblici nel Regno Unito.

Si tratta di uno smacco per il premier britannico David Cameron che si è più volte scagliato contro la 'piaga' degli stranieri desiderosi di essere mantenuti dal sistema previdenziale inglese, invocando a Bruxelles un cambiamento delle regole.

L'analisi è stata compiuta dal quotidiano che ha raccolto i dati di 23 su 27 Paesi dell'Unione. Emerge quindi come in una serie di Paesi, Finlandia, Svezia, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Germania, Austria, Francia e Irlanda il numero di britannici che ricevono sussidi è il triplo rispetto a quello dei cittadini degli stessi Paesi Ue che vivono nel Regno: 23.011 sudditi di sua maestà contro 8.720 dalle nazioni più ricche dell'Unione.

Per quanto riguarda l'Italia sono 2500 i britannici che percepiscono sussidi di disoccupazione contro i 3500 italiani nel Regno Unito. Come sottolinea il Guardian però, nei 2500 sono annoverati solo i cittadini nati nel Regno. Secondo la ricercatrice Roxana Barbulescu, dell'università di Sheffield, i numeri rivelano come in generale il fenomeno del turismo dei benefit sia limitato a percentuali minuscole della popolazione immigrata.

È del tutto irreale quindi lo scenario apocalittico descritto da partiti come l'Ukip di Nigel Farage ma anche dall'ala più a destra dei conservatori che temono una 'invasione' di stranieri in cerca di benefit, in particolare dopo la caduta delle ultime restrizioni nell'Ue per bulgari e rumeni.

E questi dati non fanno sicuramente piacere a Cameron, che anche oggi, lanciando il suo programma di "piena occupazione" per il Paese in vista delle elezioni di maggio, ha ribadito la necessità di controllare benefit e arrivi dai Paesi Ue. "Dopo alcuni anni difficili, abbiamo raggiunto un buon risultato nel creare posti di lavoro: 1000 al giorno da quando questo governo è in carica", ha detto il premier. "Abbiamo creato più posti di lavoro qui in Gran Bretagna che nel resto dell'Unione europea", ha aggiunto. Allo stesso tempo però Cameron è consapevole del fatto che molti di quei posti sono andati a personale altamente specializzato in arrivo dai Paesi Ue che ha dato un contributo cruciale alla ripresa economica del Regno.

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SDA-ATS