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Lo smog provocato dalle automobili fa male al cuore.

KEYSTONE/AP/GREGORIO BORGIA

(sda-ats)

Il particolato emesso principalmente dai veicoli diesel è associato ad un aumento del rischio di infarto, insufficienza cardiaca e morte, e questo a causa di una risposta infiammatoria.

L'inalazione delle poveri sottili (PM2.5) provoca un'infiammazione localizzata dei polmoni seguita da un'infiammazione più sistemica che colpisce tutto il corpo. È quanto emerge da una ricerca presentata all'EuroCMR 2017 della Società europea di cardiologia.

Lo studio, condotto in Gran Bretagna su un campione di oltre 4mila persone con un età media di 62 anni, ha utilizzato la risonanza magnetica cardiaca per valutare il volume sistolico (struttura) e la frazione di eiezione (funzionalità) del ventricolo sinistro. Gli esperti hanno riscontrato un rapporto lineare tra il livello di PM2.5 e struttura e funzione cardiaca.

Nel dettaglio, ogni aumento dell'esposizione pari a 5 microgrammi per metro cubico di polveri sottili è risultato associato a un 4-8% di aumento del volume sistolico e a un calo del 2% della frazione di eiezione.

"Abbiamo riscontrato che più il livello di PM2.5 aumenta, più il cuore diventa grande e peggio funziona", ha detto il cardiologo Nay Aung della Queen Mary University di Londra. "Entrambe queste misure sono associate ad una maggiore morbilità e mortalità da malattie cardiache".

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SDA-ATS