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Il cofondatore e Ceo Evan Spiegel e il logo di Snapchat in una foto d'archivio

Keystone/AP/JAE C. HONG

(sda-ats)

Facebook e Twitter restano un miraggio. Snapchat chiude un trimestre in profondo rosso e vede le sue rivali sempre più lontane, oltre a vedere il suo futuro traballare.

A mostrare preoccupazione sono gli investitori, che vedono il titolo crollare del 21% fino a quasi i 17 dollari della quotazione, ma anche gli analisti non rassicurati dai vertici della società.

Incalzato durante la conference call Evan Spiegel, il cofondatore e amministratore delegato di Snap Inc, inizialmente scoppia in una risata quando gli viene chiesto se sia ''spaventato'' da Facebook. Poi ritrova il contegno e spiega: ''se si vuole essere una società creativa, bisogna fare i conti e sorridere al fatto che i prodotti sono copiati se sono buoni''. Il riferimento è al fatto che Facebook ha fatto sue molte delle novità introdotta da Snapchat, lanciandole sulle sue piattaforme. La risposta di Spiegel però non piace agli analisti, che la ritengono presuntuosa soprattutto visti i risultati trimestrali.

Snapchat chiude i primi tre mesi dell'anno con perdite salite a 2,2 miliardi di dollari contro un rosso di 104,6 milioni di dollari dello stesso periodo dello scorso anno. Il peggioramento è legato ai costi sostenuti per la quotazioni in Borsa e alle spese per i compensi: complessivamente le due voci hanno pesato per 2 miliardi di dollari. Sotto le attese anche i ricavi, balzati a 149,6 milioni di dollari dai 38,8 milioni di dollari del 2016, ma sotto i 158 milioni su cui scommetteva il mercato.

Ma a preoccupare maggiormente e' la 'voce' chiave del numero degli utenti: quelli attivi giornalieri sono saliti del 36% a 166 milioni, in rallentamento rispetto allo scorso anno e sotto le attese degli analisti.

SDA-ATS

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