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Nuovo capitolo nel caso della famiglia scomparsa: il padre 46enne si è fatto vivo tramite Facebook e ha poi rilasciato un'intervista a 20min.ch, dichiarando che mamma e bambini sono già partiti sabato per le Filippine con un volo da Zurigo.

Nell'intervista l'uomo spiega che per non destare sospetti sono stati acquistati biglietti di andata e ritorno.

Il 46enne accusa l'Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) di essere non professionale e inumana. "Preferisco vedere le mie figlie tre mesi all'anno nelle Filippine piuttosto che una volta a settimana sotto controllo della Stasi (l'organizzazione di sicurezza interna della Germania dell'Est, ndr)", ha detto.

In teoria nessuno dei membri della famiglia avrebbe dovuto avere ancora un passaporto: "Ce lo volevano togliere, ma poi si sono dimenticati", ha dichiarato.

L'uomo sostiene di essersi costituito, tramite una telefonata effettuata per suo conto da una vicina. Ora starebbe aspettando l'arrivo della polizia al suo domicilio.

Il padre avrebbe dovuto riportare sabato sera le due bambine - di 6 e 2 anni - in una comunità abitativa sociopedagogica a Trimbach, presso Olten (SO), alla quale erano state affidate poiché l'APMA riteneva la famiglia non in grado di occuparsene.

La polizia era alla ricerca di una roulotte bianca, con la quale si presumeva che la famiglia avrebbe passato o tentato di passare il confine. In realtà però madre e figlie - secondo il padre - sono già partite sabato alle 16 con un volo della Qatar Airways.

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SDA-ATS