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L'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro, finora, ha avuto solo effetti limitati sul mercato del lavoro in Svizzera, secondo il barometro dell'impiego calcolato da Manpower. Le prospettive per il secondo semestre dell'anno sono buone.

Dei 750 datori di lavoro interrogati tra il 14 e il 27 gennaio, l'11% calcolava un aumento degli organici, il 5% una riduzione e la parte restante non prevedeva cambiamenti.

La previsione netta dell'impiego, dopo correzione delle variazioni stagionali, si fissa così a +4%, 6 punti in più rispetto al trimestre precedente, mentre su base annua non si registrano variazioni.

"Tenendo conto del fatto che l'inchiesta è stata svolta dopo la decisione della Banca nazionale svizzera il 15 gennaio scorso, è rallegrante constatare tale ottimismo nelle prospettive di impiego", commenta Patrick Maier, direttore generale di Manpower Svizzera, citato in un comunicato.

Le incertezze comunque non mancano, in relazione all'evoluzione del corso del franco, ma anche in considerazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa e la revisione della fiscalità delle imprese.

Delle sette regioni sondate, le previsioni nette di impiego più elevate si riscontrano nella Svizzera centrale (+18%) e nell'Espace Mittelland (+17%). Molto più pessimisti gli imprenditori del Ticino (-10%) e della regione del Lemano (-5%).

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SDA-ATS