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MOGADISCIO - Almeno 16 persone sono rimaste uccise in combattimenti fra ribelli e forze governative a Mogadiscio. Lo ha indicato oggi un responsabile del governo.
La maggior parte delle vittime è fra i ribelli, rimasti uccisi in diversi incidenti mentre cercavano di stringere la presa sulla capitale, ha indicato un responsabile della sicurezza, Mohamed Abdirahman. "I ribelli hanno attaccato le forze governative a nord di Mogadiscio provocando scontri violenti. Sono stati affrontati e molti di loro sono rimasti uccisi", ha detto il responsabile. E ha aggiunto: "negli scontri sono rimasti uccisi anche due dei nostri soldati e tre civili".
Intensi combattimenti oppongono gli shabaab alle forze governative somale e all'Amisom, la forza dell'Unione Africana in Somalia, sul fronte nord di Mogadiscio. Gli shabaab, legati ad al-Qaida, si sono impegnati a rovesciare il governo del presidente Sheikh Sharif Ahmed, in carica dal 2009. Dalla fine del 2009, il governo di transizione somalo (TFG), controlla solo una piccola parte della capitale, che è invece per buona parte sotto il dominio dei ribelli. I militanti integralisti tengono sotto scacco anche il centro-sud della Somalia, un paese devastato dalla guerra civile dal 1991.

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SDA-ATS