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Somalia: Cameron, da Londra mattoni per futuro stabile

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 febbraio 2012 - 13:56
(Keystone-ATS)

Dopo vent'anni di "fatalismo" la Conferenza internazionale di Londra sulla Somalia vuole fornire "i mattoni per costruire un futuro più stabile": lo ha detto il primo ministro britannico David Cameron aprendo i lavori della riunione ad alto livello cui partecipa una cinquantina di leader mondiali, tra cui il segretario generale Ban Ki-moon. Per la Svizzera è presente il consigliere federale Didier Burkhalter. "È l'inizio di un lungo viaggio ma ai somali oggi dico: crediamo in voì", ha dichiarato Cameron.

La Somalia sarà stabilizzata quando vedremo i ragazzi somali con in mano libri, non armi: è questo, secondo David Cameron, l'obiettivo del vertice sul paese del Corno d'Africa che si tiene oggi a Londra. Il primo ministro britannico ha auspicato che la conferenza segni una "svolta" dopo vent'anni di fallimenti.

Difatti il mondo "pagherà un prezzo" se ignora i problemi della Somalia, ha proseguito il primo ministrio britannico. "I problemi della Somalia non coinvolgono solo la Somalia. Coinvolgono tutti. In un paese dove non c'è speranza, prosperano caos, violenza e terrorismo. I pirati sconvolgono rotte commerciali vitali e rapiscono terroristi, giovani menti vengono avvelenate dal radicalismo creando un terreno di coltura per il terrorismo che minaccia la sicurezza del mondo intero", ha detto Cameron, aggiungendo: "se il mondo resta a guardare pagheremo tutti un prezzo".

Da parte sua la segretaria di Stato americana Hillary Clinton ha minacciato sanzioni a chi mette i bastoni tra le ruote alla transizione politica in Somalia. "La posizione degli Stati Uniti è chiara. Ogni tentativo di bloccare il processo politico e mantenere lo status quo non sarà tollerato", ha detto la Clintona, annunciando anche aiuti aggiuntivi di 64 milioni di dollari per il paese del Corno d'Africa.

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