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Somalia: siccità, aiuti da Onu ad aree controllate islamisti

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 luglio 2011 - 14:53
(Keystone-ATS)

Le Nazioni Unite hanno distribuito per la prima volta aiuti umanitari in aree della Somalia colpite dalla siccità e controllate dagli integralisti Shabaab, dopo che gli insorti hanno tolto il divieto sulle donazioni di aiuti.

Il rappresentante Unicef per la Somalia, Rozanne Chorlton, ha precisato che i fondamentalisti legati ad Al Qaida hanno dato libero accesso all'agenzia delle Nazioni Unite, una mossa che potrebbe permettere l'apertura in futuro anche ad altre organizzazioni.

L'Unicef provvede a inviare cibo e medicinali ai bambini malnutriti nella città centrale di Baidoa, 200 km a nord ovest della capitale Mogadiscio. Anche la Gran Bretagna è scesa in campo ieri per aiutare le popolazioni del Corno d'Africa piegate dalla siccità, impiegando 52 milioni di sterline (pari a 84 milioni di dollari).

Andrew Mitchell, ministro britannico per lo Sviluppo internazionale, si è recato recentemente nell'enorme campo profughi di Dadaab nel nord-est del Kenya per vedere di persona come sta reagendo la popolazione locale e le migliaia di profughi somali che hanno abbandonato negli ultimi mesi il loro Paese. Secondo esperti internazionali, la siccità in quest'area dell'Africa orientale, sarebbe la più grave crisi degli ultimi 60 anni, e coinvolgerebbe circa 10 milioni di persone.

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