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Bisogna vedere come proteggere meglio lo spazio Schengen, ha affermato stamane a Bruxelles la presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga, prima del vertice straordinario dei ministri dell'interno dell'UE sul tema del terrorismo, al quale presenzierà.

"Abbiamo gli strumenti, ma dobbiamo usarli", ha aggiunto la ministra elvetica di giustizia e polizia, precisando che sarà importante esaminare anche se è il caso di adottare nuove norme.

In seguito agli attentati di Parigi, costati la vita a 129 persone, il ministro dell'interno francese Bernard Cazeneuve ha chiesto un rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dell'Ue, anche degli stessi cittadini europei.

"La Svizzera lo sta già in parte facendo", ha rilevato Sommaruga, ricordando che già oggi negli aeroporti la Confederazione compara i dati delle persone in arrivo con quelli contenuti negli archivi dell'Interpol.

Le esperienze sono positive, ma a causa delle disposizioni giuridiche in vigore siamo in grado di controllare solo specifiche banche dati, ha aggiunto, facendo riferimento al sistema di informazione di Schengen (SIS).

Oggi i documenti dei cittadini dell'Ue che viaggiano nello spazio Schengen vengono controllati solo visivamente e non sono sistematicamente comparati con le informazioni rilevanti contenute nelle banche dati di sicurezza, come nel caso dei cittadini di Stati terzi. Ciò consente ai jihadisti con passaporto europeo di farla franca.

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SDA-ATS