Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga stringe la mano al ministro dell'interno tunisino Lotfi Brahem

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha concluso oggi la visita iniziata ieri in Tunisia tessendo le lodi del partenariato migratorio concluso con il paese nordafricano nel 2012. Esso ha permesso di "affrontare numerose sfide" postesi ai due paesi, ha rilevato.

Il partenariato migratorio era stato concluso all'indomani della Rivoluzione dei gelsomini (fine 2010-inizio 2011), che aveva provocato un'ondata di richieste d'asilo da parte di giovani tunisini. Per arginare il fenomeno i due paesi avevano avviato un programma di cooperazione volto a incoraggiare il rimpatrio e a sostenere corsi di formazione professionale in Tunisia. Cifre ufficiali indicano che oltre 1600 richiedenti asilo tunisini hanno così potuto tornare nel loro paese.

La ministra di giustizia e polizia ha anche indicato che Berna prolungherà fino al 2020 la sua strategia di cooperazione con Tunisi. Un sussidio di oltre 100 milioni di franchi servirà in particolare a promuovere l'inserimento dei giovani tunisini nel mondo del lavoro facendo affidamento sull'esperienza elvetica in materia di apprendistato.

La consigliera federale ha incontrato stamane a Tunisi il ministro dell'interno Lotfi Brahem e quello degli esteri Khemaies Jhinaoui. Presente quest'ultimo, ha dichiarato davanti alla stampa che i migranti non sono soltanto "un problema" da gestire quotidianamente ma anche "un atout", riprendendo quanto già affermato anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel al culmine della crisi migratoria in Europa. E ha definito "un modello" il partenariato in materia concluso con la Tunisia.

Ieri dopo il suo arrivo la ministra elvetica aveva incontrato diverse associazioni attive nella presa a carico dei migranti, alle quali ha offerto assistenza sociale e giuridica. "La Svizzera appoggia principalmente gli sforzi miranti a migliorare la capacità dello Stato tunisino nel gestire la migrazione, in particolare aiutandolo molto attivamente a mettere a punto una legge sull'asilo che dovrebbe essere presto ratificata dal parlamento", ha dichiarato all'ats Romain Darbellay, direttore della cooperazione all'ambasciata elvetica di Tunisi. La Tunisia avrà così "una legge moderna" in questo ambito, ha aggiunto.

Le autorità tunisine verranno in Svizzera a metà novembre nell'ambito del Gruppo di contatto per il Mediterraneo centrale. All'incontro sono stati invitati anche la Libia e il Niger, paese che è diventato un'importante tappa intermedia per la maggior parte dei migranti in arrivo dall'Africa occidentale e prossima tappa del viaggio di Simonetta Sommaruga.

La consigliera federale deve partire alle 17.00 per Niamey dove incontrerà domani le autorità nigerine. Giovedì visiterà il centro di Agadez, che fornisce assistenza, consulenza e aiuto al ritorno volontario ai migranti arenatisi durante la rotta migratoria alle porte del deserto. Visiterà pure progetti di formazione professionale della cooperazione svizzera "che - scrive in una nota diramata a Berna il Dipartimento di Giustizia e Polizia - permettono di intervenire sulle cause profonde della migrazione".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS