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Il 67% dei palestinesi si è detto a favore degli attacchi con i coltelli contro gli israeliani, ma il 73% si oppone al fatto che questi siano compiuti da giovani studentesse.

Sono alcuni dei risultati del sondaggio del Palestinian Center for Policy and Survey (Psr) e del centro Conrad Adenauer Stiftung, secondo cui i due terzi degli intervistati chiedono le dimissioni del presidente Abu Mazen e considerano la soluzione a due stati non più praticabile.

La stessa percentuale (71% a Gaza, 63% in Cisgiordania) crede che le recenti violenze serviranno di più l'interesse nazionale che nuovi negoziati. Il campione è diviso a metà riguardo la morte degli autori degli attacchi: il 51% è convinto che gli assalitori colpiti dall'esercito abbiano attaccato israeliani, mentre il 47% non lo crede. Gli intervistati pensano anche che gli attacchi abbiano il supporto di Hamas (71%), del Fronte per la liberazione della Palestina Fplp (66%) e di Fatah con il 59%.

La maggioranza degli intervistati è per abbandonare gli Accordi di Oslo (67%), boicottare i prodotti israeliani (70%) e interrompere il coordinamento alla sicurezza con Israele (64%).

Il 65% del campione vuole le dimissioni del presidente Abbas. Nel caso di nuove elezioni con la sola partecipazione di Marwan Barghouti (Fatah) e Ismail Hanyieh (Hamas), il primo vincerebbe con il 56% delle preferenze contro il 38% del secondo. Il 65% dei palestinesi non ritiene più praticabile la soluzione a due stati a causa dell'aumento delle colonie, ma il 70% si oppone alla soluzione a uno stato ed è convinto che (82%) l'aspirazione di Israele sul lungo periodo sia di annettere i Territori.

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SDA-ATS