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Camera d'ospedale

KEYSTONE/ALEXANDRA WEY

(sda-ats)

I premi di cassa malattia per i bambini e per i giovani devono essere ridotti ulteriormente, come deciso dal Parlamento federale.

La stragrande maggioranza degli Svizzeri è favorevole a questo principio, i quattro quinti però vorrebbe concedere questa nuova riduzione solo alle famiglie a basso reddito. È quanto emerge dal monitoraggio 2017 della salute, un sondaggio realizzato annualmente dall'istituto gfs.bern per conto dell'Associazione delle imprese farmaceutiche svizzere Interpharma.

Il sistema sanitario svizzero gode da anni della fiducia dei cittadini. Il 78% degli intervistati (-3 punti rispetto allo scorso anno) ha un'opinione positiva e il 99% considera la qualità da abbastanza buona a molto buona, sottolinea gfs.

La decisione di abbassare i premi per bambini e giovani piace al 72% degli Svizzeri, ma per il 79% la misura dovrebbe essere applicata in maniera mirata solo alle famiglie in difficoltà. L'idea di un'assicurazione gratuita per i bambini invece riscuote il 54% di consensi (il 43% la respinge nettamente). L'introduzione di premi differenziati in base all'età non ottiene una maggioranza, ma il 61% degli interrogati approva premi più bassi per i giovani adulti.

Rispetto allo scorso anno, è nettamente aumentata la percentuale di assicurati che prevede un nuovo aumento dei premi: sono ora il 92% contro il 66% nel 2016. Malgrado ciò il 58% (-1 punto percentuale) vuole mantenere invariato il catalogo delle prestazioni rimborsate. Anche l'obbligatorietà della cassa malattia non è messa in dubbio.

L'aumento dei costi però mette a dura prova il principio di solidarietà per quanto riguarda il pagamento di alcune prestazioni: il 65% (+15) vorrebbe che le casse malattia non rimborsino i medicinali per i "casi bagatella", il 53% (-14) ritiene che non debbano pagare le cure per la sterilità, una percentuale analoga ritiene che si potrebbe risparmiare sulla prevenzione (54%, -7). Il 37% (-5) inoltre vorrebbe escludere i problemi di salute legati all'alcol o al tabacco.

Non si può però parlare di una tendenza generale a restringere le prestazioni, sottolineano gli autori del sondaggio: il 91% degli Svizzeri vuole che tutti abbiano accesso ai medicinali contro il cancro indipendentemente dal reddito, una percentuale stabile da una decina di anni.

Per la maggioranza il sistema sanitario deve essere performante e garantire la libertà di scelta. L'81% (-5) ritiene che la qualità e la quantità (76%, +4) delle prestazioni siano più importanti dei prezzi. Tre quarti degli intervistati inoltre (74%, -3) vuole continuare a scegliere liberamente il medico e l'ospedale.

Rispetto all'anno scorso, calano le persone che vorrebbero un approccio più federalista e liberale: la percentuale di chi rivendica un maggior ruolo dei cantoni rispetto alla Confederazione è scesa al 50%, 15 punti percentuali in meno, mentre quella di chi preferisce l'influenza del libero mercato all'intervento dello Stato è scesa di 11 punti al 55%. Il 57% (-1) infine privilegia la responsabilità collettiva a quella individuale per quanto riguarda il sistema sanitario.

Per realizzare il monitoraggio della salute, l'istituto gfs ha intervistato 1200 persone fra il 6 e il 25 marzo 2017.

SDA-ATS

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