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Diciassette persone, fra le quali una decina di avvocati di detenuti dell'ETA, sono state arrestate oggi nei Paesi Baschi, in Navarra e Madrid, in un'operazione ribattezzata dalla guardia civile "Scacco matto", informano fonti del ministero degli interni in un comunicato. L'operazione, cominciata all'alba di oggi, è diretta contro il così detto "fronte delle carceri" dell'organizzazione indipendentista armata, avvocati e responsabili della direzione economica, accusati di appartenenza a banda terrorista, riciclaggio di capitale e reati contro il Fisco. I legali sono accusati di controllare i detenuti dell'ETA trasmettendo le direttive dell'organizzazione all'interno delle carceri.

Perquisizioni sono in corso in tre 'herriko tabernas', le taverne del popolo, nelle province di Vizcaya e Guipuzcoa, in un noto studio legale del centro di Bilbao e nella sede del sindacato indipendentista LAB di San Sebastian.

Gli arrestati sono collegati alle vie di finanziamento dell'organizzazione incaricata dell'appoggio ai detenuti dell'ETA e alle loro famiglie.

L'operazione segue quella avviata nel gennaio dello scorso anno, con l'arresto di otto membri del gruppo di collegamento con i detenuti della banda armata, l'EPKK, fra i quali l'avvocato Arantza Zulueta, e coincide con l'inizio del relativo processo a Madrid.

La difesa dei 35 processati ha intenzione di chiedere la sospensione del giudizio, che vede alla sbarra il dirigente e portavoce della sinistra indipendentista patriottica Pernando Barrena. "Siamo attoniti. Ci troviamo a un'ora dall'inizio del processo con l'arresto di persone che si dedicano ad esercitare il diritto", ha dichiarato Barrena in dichiarazioni a Radio Euskadi.

"È indignante, stanno arrestando persone che sono avvocati, che sarebbero stati all'Audiencia Nacional, perfettamente localizzabili, per cui sarebbe stato sufficiente una citazione a comparire. È una vendetta pura e dura contro legali che sono stati capaci di seppellire la dottrina Parot", ha aggiunto Barrena, nel riferirsi alla giurisprudenza che, dopo una sentenza della Corte Europea dei diritti umani, ha aperto la strada alla scarcerazione di decine di detenuti dell'ETA.

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SDA-ATS