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Spagna: crolla numero imprese che fanno ricerca

La crisi in Spagna riduce drasticamente la ricerca e, con essa, le attività collegate: nell'ultimo anno è diminuito del 43% il numero delle imprese impegnate nella ricerca e nello sviluppo, secondo quanto rivela uno studio della Fondazione per l'Innovazione Tecnologica (COTEC). Intanto il Centro nazionale delle ricerche lancia l'allarme: "Si va verso il cataclisma".

Il crollo viene motivato con la riduzione dei fondi destinati allo sviluppo tecnologico: in relazione al prodotto interno lordo (Pil) dal 2010 si è passati dall'1,39% all'1,33%. La caduta degli investimenti riguarda sia il settore pubblico (-0,03%) sia quello privato (-0,2%).

La crisi ha di fatto vanificato tutti gli sforzi fatti negli ultimi venti anni, ha lamentato l'amministratore delegato di COTEC, Juan Mulet, il quale ha spiegato che a farne le spese sono state soprattutto le imprese non consolidate. In particolare, le società con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 49 che investono nell'innovazione e nella ricerca sono dimezzate, passando da quasi 8.000 a poco più di 4.000.

Un grido d'allarme lo ha lanciato anche il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (CSIC), Emilio Lora Tamayo, il quale ha avvertito che vi sarà un "cataclisma della ricerca" se entro l'anno il Governo non stanzierà 75 milioni. Tamayo ha evidenziato come negli ultimi cinque anni i fondi governativi per il suo centro, il maggiore che esista in Spagna, siano diminuiti di 180 milioni, provocando un deficit di 102 milioni.

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