Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il Partido Popular non ha fondi neri, l'ex tesoriere Luis Barcenas "mente e ci accusa per difendersi, su di lui mi sono sbagliato, ma le sue menzogne non danneggeranno la Spagna". Così il premier spagnolo, Mariano Rayoy, nel suo intervento al Congresso sul dibattito sui fondi neri del suo partito.

Nella replica, il segretario del PSOE, Rubalcaba, ha però contrattaccato: "sei stato scorretto, con le mani in pasta. Per il rispetto del Parlamento, dimettiti" ed ha annunciato una mozione di sfiducia.

"Siamo di fronte e una stupefacente e fantasiosa collezione di falsità, come il tempo e la giustizia dimostreranno", ha sostenuto con tono sicuro Rajoy riferendosi alle dichiarazioni rese al giudice dall'ex tesoriere del partito, con le quali confessa fondi illegali, contabilità in nero e soldi agli alti dirigenti del PP.

"L'unica cosa certa - ha proseguito il premier e presidente del PP - è il denaro che il signor Barcenas tiene in Svizzera e che da quattro anno egli non è più il tesoriere del PP". Rajoy ha smentito il denaro in nero agli alti dirigenti ed ha affermato che "i conti del partito sono in ordine".

"Non devo dimostrare la mia innocenza - ha poi aggiunto -. In Spagna sono gli accusatori che devono fornire l'onere della prova". Il premier ha inoltre assicurato che non cambierà il programma delle riforme: "Nessuno, salvo il Congresso e il Senato, ha diritto a interferire nella politica el Paese. Non consentirò che l'agenda di un Paese con sei milioni di disoccupati sia condizionata da un imputato".

Rajoy ha ammesso di aver commesso un solo errore e per la prima volta ha pronunciato in aula il nome dell'ex tesoriere: "Ho sbagliato a mantenere la fiducia in qualcuno, Luis Barcenas, che oggi sappiamo che non la meritava. Egli ha barato, è un falso innocente". Da lui non ha mai preso denaro, ma normali bonus, come avviene ovunque, dichiarati al Fisco: "Questo ha valore, no un pezzo di carta stropicciato", ha detto riferendosi ai manoscritti consegnati da Barcenas al magistrato.

Nel suo intervento, il leader dell'opposizione, Alfredo Rubalcaba (PSOE), ha sostenuto che "non ci si trova davanti a un complotto, ma a un fatto di corruzione che è partito da via Genova (sede del PP, n.d.r.) e si è esteso a tutto il paese, come dimostrano inchiesta e in altre regioni spagnole".

Rubalcaba ha sostenuto che Rajoy negli ultimi tempi si è comportato come "il presidente di un partito che è cresciuto, ha vissuto e ha vinto le elezioni grazie a un sistema illegale di finanziamento che andava avanti da 20 anni". "I contenuti dei suoi sms con Barcenas - ha proseguito - sono quelli di un socio con un altro socio che può metterlo in difficoltà".

"Un presidente del Governo - ha concluso Rubalcaba - non può dipendere dagli attacchi di sincerità di un tesoriere. Non può resistere quando la sua resistenza danneggia il Paese. Perciò le chiediamo un atto di generosità: si dimetta".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS