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MADRID - La Spagna è oggi al rallentatore, alle prese con il primo sciopero generale dell'era Zapatero, convocato dai due principali sindacati Ugt e Ccoo contro la riforma del mercato del lavoro.
Picchetti di lavoratori agli ingressi delle fabbriche, lunghe file d'attesa alle fermate degli autobus e alle edicole: gli effetti della manifestazione erano già visibili alle 8,15 di stamani.
Ancora nessuna cifra ufficiale è disponibile sulle adesioni, ma secondo un responsabile del Ccoo "i consumi elettrici sono inferiori a quelli della domenica". I due sindacati nei loro comunicati parlano di un tasso d'adesione di quasi il 100% per l'industria siderurgica e un "fermo totale" nel settore auto.
In tutto il Paese sono un centinaio le manifestazioni convocate. In numerose città come Cadice e Bilbao, i cortei inizieranno a mezzogiorno, ma a Madrid la manifestazione, che attraverserà il centro, è prevista per le 18,30.
Lo sciopero generale di oggi è il quinto della storia della Spagna democratica. La Spagna è al centro della crisi fiscale europea: domani è attesa una finanziaria lacrime e sangue e ciononostante Moody's, ultima agenzia a mantenere il voto di 'tripla A' sul debito spagnolo, minaccia un taglio del rating. Zapatero, alle prese con una disoccupazione del 20%, è stato costretto a tagliare gli stipendi dei funzionari pubblici e a congelare le pensioni per riportare sotto controllo il deficit. Ma al centro dello sciopero c'è la riforma del mercato del lavoro, che diminuisce le indennità di licenziamento.

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SDA-ATS