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Spagna ancora senza maggioranza, ultradestra terza forza

Santiago Abascal, leader di Vox, terza forza politica del Paese. KEYSTONE/AP/ANDREA COMAS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 novembre 2019 - 07:22
(Keystone-ATS)

La Spagna è uscita dalle quarte elezioni in quattro anni ancora senza una maggioranza chiara in Parlamento. I socialisti di Pedro Sanchez ottengono più deputati di tutti, 120 quando è stato scrutinato il 99% dei voti, ma insufficienti per governare da soli.

Ma è l'ultradestra di Vox a segnare il boom di giornata, più che raddoppiando i seggi, dai 24 ottenuti con il voto del 28 aprile a 52. Dato che ha fatto esultare il leader Santiago Abascal: "Siamo la terza forza politica!".

La formazione di sinistra Podemos è ridimensionata, passando - a scrutinio quasi ultimato - da 42 deputati a 35, e Ciudadanos crolla, da 57 seggi a 10, al sesto posto, cedendo il passo anche a Esquerra Republicana che si assesta al quinto posto con 13 seggi.

Il leader socialista Pedro Sanchez ha commentato il risultato appellandosi a tutti i partiti affinché si lavori insieme per sbloccare la situazione politica.

Dal canto suo, Pablo Casado, leader del PP, si è detto soddisfatto del risultato del suo partito - 87 seggi da 66 - ma ha anche aggiunto che l'esito delle elezioni non è buono per il Paese.

"La palla è adesso nella sua metà del campo", ha aggiunto Casado rivolgendosi a Sanchez. Questi "deve decidere cosa vuole fare. Perché la spagna non può più aspettare".

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