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Spagna supera Cina per contagi da coronavirus, 7300 i morti

La Spagna è uno dei centri dell'epidemia mondiale. KEYSTONE/EPA/MANUEL LORENZO sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 marzo 2020 - 20:33
(Keystone-ATS)

In un solo giorni la Spagna conta 812 decessi per la Covid-19 e un totale di oltre 7300 vittime. E con più di 85'000 casi supera la Cina. La curva dei contagi indica intanto una lieve riduzione nelle percentuali di incremento di morti e malati.

"Con molta prudenza" il ministro della Salute Salvador Illa osserva che in base alle statistiche "se non si è raggiunto il picco della pandemia, ci si è arrivati molto vicino" perché "l'incremento del numero dei casi era del 20% mercoledì scorso ed è oggi dell'8,12 per cento". Cautamente ottimista anche la ministra degli Esteri Arancha González che alla BBC ha sottolineato la tendenza della curva ad appiattirsi.

Ma il Paese è stremato e l'emergenza che fa più paura è la saturazione delle terapie intensive. Per evitare il collasso il ministero della Salute sta studiando la possibilità di trasferire pazienti dalle regioni con la maggiore pressione sulle rianimazioni, come Madrid e la Catalogna, verso aree dove le strutture sanitarie sono meno aggravate.

Anche perché il gigantesco ospedale da campo montato a tempo di record nell'area di Ifema, la fiera di Madrid, non funziona come si sperava. In alcuni padiglioni - denunciano sindacati e sanitari - non viene rispettata la distanza minima tra un paziente e l'altro, mancano i presidi di protezione individuale, i bagni sono insufficienti.

In Spagna sono oltre 12'200 gli operatori contagiati dal coronavirus, secondo i dati forniti da Maria José Sierra, del Centro di coordinamento delle emergenze sanitarie, che ha sostituito alla guida dell'organizzazione Fernando Simon, il Borrelli spagnolo, risultato positivo al Covid-19.

E c'è una vittima eccellente del Coronavirus: la principessa Maria Teresa di Borbone-Parma, 86 anni, deceduta a Parigi, che diventa così la prima reale europea a morire di coronavirus. Si arrendono anche i campioni del Barcellona che dopo una strenua resistenza finita male accettano, Lionel Messi in testa, la riduzione del 70 per cento gli stipendi perché "capiamo perfettamente che si tratta di una situazione eccezionale".

Intanto si intensificano i controlli su tutto il territorio per far rispettare le severe misure di contenimento sociale varate anche in Spagna per tentare di contenere la diffusione del contagio. L'esercito scende in campo al fianco della Guardia Civil per pattugliare insieme le strade. Finora il contributo dei militari si era limitato a trasferire malati, trasportare materiali, sanificare strutture statali, case di riposo, installazioni che presentavano criticità. Il passo in più in vigore da oggi indica che nonostante la curva dei contagi dia segnali incoraggianti, la guardia deve essere più che mai alta.

E a partire da oggi a Madrid si osserverà ogni giorno un minuto di silenzio per le vittime del coronavirus. A mezzogiorno la capitale spagnola ha taciuto, le bandiere sugli edifici pubblici sono a mezz'asta e lo rimarranno per un termine al momento indefinito.

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