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Agenti di polizia e soccorritori sul luogo della sparatoria

KEYSTONE/AP/JOHN LOCHER

(sda-ats)

Si aggrava il bilancio delle vittime della sparatoria avvenuta questa mattina presso l'hotel Mandalay Bay di Las Vegas, durante un festival di musica country.

I morti sono 50 e i feriti 200, secondo quanto riferito dallo sceriffo Joe Lombardo. L'assalitore è stato ucciso in uno scontro con gli agenti al 32esimo piano dell'hotel.

L'attentatore è stato nel frattempo identificato: si tratta di Stephen Paddock, 64 anni, bianco, residente a Mesquite, in Nevada. Nella stanza d'albergo da dove ha sparato, al 32esimo piano del Mandalay Bay, la polizia ha ritrovato numerose armi.

Secondo una testimone citata dai media americani, una donna - poco prima della sparatoria - ha lanciato un avvertimento dicendo "morirete tutti". La donna è stata allontanata, insieme a un uomo con il quale era al concerto, perché stava infastidendo i vicini. ''E' stata portata via in modo che la smettesse di infastidire tutti, ma nessuno pensava che le sue parole fossero serie'', ha detto la testimone.

Con l'aggiornamento del bilancio delle vittime - e non è detto che non aumenti ancora, visto che l'alto numero dei feriti - l'attacco della scorsa notte contro il festival di musica country diventa la più sanguinosa sparatoria di massa nella storia degli Stati Uniti.

Il primato negativo spettava finora all'attacco del 12 giugno del 2016 contro il 'Pulse', un night club gay di Orlando, in Florida, dove il 29enne Omar Mateen, uccise 49 persone e ne ferì altre 53.

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SDA-ATS