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Contrariamente a quanto si credeva finora, il clorometano nello spazio non è indicatore certo di vita extraterrestre.

KEYSTONE/EPA/ESO / M.-R. CIONI / HANDOUT

(sda-ats)

La presenza di clorometano nello spazio non è un segno inequivocabile di vita aliena. Lo hanno stabilito ricercatori dell'Università di Berna, secondo cui la molecola si trova anche in ambienti ostili alla proliferazione di organismi.

Fino ad ora si era ipotizzato che il rilevamento di clorometano nell'atmosfera fosse una traccia di vita extraterrestre, anche perché prodotto soprattutto da alberi e alghe.

Studiosi dell'ateneo della città federale sono però riusciti a dimostrare per la prima volta che questo composto chimico può essere osservato anche in luoghi certamente privi di qualsiasi forma di vita, come una giovane stella e la cometa "Chury".

La scoperta è stata effettuata nel deserto cileno di Atacama da un team internazionale tramite il radiotelescopio ALMA. "Difficilmente si potrà utilizzare il clorometano come indicatore di presenza di vita aliena su lontani pianeti non appartenenti al sistema solare, al contrario di quanto sperato in precedenza", ha affermato la professoressa bernese esperta in comete Kathrin Altwegg.

Gli specialisti in materia suppongono che il clorometano si formi durante la nascita di stelle e pianeti. Per rispondere a tutte le domande ancora senza risposta, in futuro scienziati provenienti da settori diversi lavoreranno maggiormente in coabitazione.

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SDA-ATS