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Gli avvocati del 54enne svizzero in carcere in Germania da fine aprile per spionaggio hanno chiesto la revoca dell'arresto e il rilascio immediato del loro cliente.

Daniel M. - affermano - ha certo "svolto piccole missioni" per conto del servizio segreto elvetico, ma non quella di reclutare una "talpa" in seno al fisco del Land Nordreno-Vestfalia.

L'accusato ha svolto compiti affidatigli dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ma questi erano di "importanza piuttosto secondaria", si legge nella richiesta scritta dei difensori alla Corte federale di giustizia (Bundesgerichtshof) di Karlsruhe, di cui anche l'ats - come altri media che ne riferiscono oggi - ha potuto ottenere una copia.

Per le sue mansioni il SIC ha pagato a Daniel M. "di tanto in tanto somme di denaro a quattro cifre". Lo svizzero non doveva però ottenere informazioni "di rilievo" contrarie agli interessi tedeschi. In particolare, non gli è stato chiesto, né direttamente né indirettamente, di reclutare una fonte nell'amministrazione fiscale del Nordreno-Vestfalia. Mai, inoltre, affermano gli avvocati, il SIC ha promesso al loro cliente la somma di 90'000 euro per il suo lavoro.

SDA-ATS

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