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ZURIGO - Gli impresari costruttori, il cui settore è in piena forma, difendono la Suva e minacciano un referendum contro la revisione della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF).
Per il presidente dell'organizzazione di categoria Werner Messmer, le proposte della commissione della sicurezza sociale del Consiglio nazionale sono "inaccettabili".
"Non siamo pronti ad accettare una revisione che farà aumentare i premi e ridurrà le prestazioni", ha dichiarato il consigliere nazionale Messmer (PLR/TG) oggi a Zurigo nel corso della tradizionale "giornata della costruzione" organizzata della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC).
La Suva si è dimostrata un modello efficace di partenariato sociale, ha aggiunto Messmer. Se la revisione della LAINF sarà inserita nel programma della sessione autunnale del parlamento, l'organizzazione padronale intende convocare per la settimana prossima una conferenza stampa assieme all'Unione sindacale svizzera (USS) e a Unia. Il programma della sessione sarà reso noto entro la fine della settimana in corso.
L'alleanza fra l'organizzazione padronale e i sindacati rappresenterebbe una "prima assoluta" per i partner sociali, solitamente più abituati a darsi battaglia sui salari. Il settore principale della costruzione - che alla fine di giugno impiegava 84'000 persone a tempo pieno - ha molto da perdere con la revisione, visto che è il più grande contribuente per quel che riguarda i premi della Suva.
Dalla parte dei lavoratori, chi ne farà maggiormente le spese saranno i dipendenti con salari bassi e gli assicurati con un alto rischio di incidente, ha sottolineato Messmer.
Settore in piena formaNonostante i toni combattivi, per il settore pricipale della costruzione il 2010 può essere definito una buona annata. Da aprile a giugno il giro d'affari del settore è progredito del 4% su base annua, attestandosi a 5,1 miliardi di franchi.
Le riserve di lavoro hanno registrato a fine giugno un incremento del 10,8% ed hanno superato per la prima volta la soglia dei 13 miliardi di franchi, raggiungendo i 13,2 miliardi. Le commesse sono aumentate del 3,2% e tutto fa pensare che anche quest'anno il fatturato complessivo raggiungerà i 18 miliardi di franchi registrati nel 2009.
Il portafoglio ordini è ben riempito. La SSIC teme tuttavia che il 2011 sarà un anno più difficile, soprattutto a causa delle restrizioni budgetarie della Confederazione e della fine dei programmi di sostegno congiunturale.
L'attività è attualmente sostenuta soprattutto per quel che riguarda la costruzione di alloggi, che approfittano di tassi ipotecari molto bassi. Nel secondo trimestre dell'anno il fatturato è cresciuto su base annua del 10,9% a 1,6 miliardi di franchi. Le commesse hanno registrato un balzo del 21,3% e non ci sono per il momento segnali di saturazione, ha affermato il vicedirettore della SSIC, Martin Fehle.
A livello regionale si registrano tuttavia notevoli differenze: la costruzione di alloggi è in calo in cantoni come Berna (-10,8%), Turgovia (-10,4%) e San Gallo (-4,9%), mentre è in forte crescita a Friburgo (+47,2%) e Neuchâtel (+20,8%).
Nel campo delle costruzioni industriali e artigianali il fatturato ha raggiunto 690 milioni di franchi, con un calo del 3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. In questo settore "molto sensibile alla congiuntura" tutto fa pensare che il punto più basso sia ormai superato, hanno detto i responsabili della SSIC.

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SDA-ATS