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Carica di aspettative per i problemi etici che permette di evitare, la riprogrammazione di cellule adulte in cellule staminali pluripotenti subisce una brusca frenata. Stando ad una serie di studi condotti da ricercatori svizzeri e italiani, questa tecnica genererebbe infatti aberrazioni genetiche.

L'Università di Ginevra (UNIGE), il Politecnico federale di Losanna (EPFL) e l'Istituto europeo di oncologia (IEO) di Milano sono giunti alla conclusione che le cellule riprogrammate non solo soffrono di instabilità genomica, ma vanno incontro a mutazioni genetiche analoghe a quelle riscontrate nelle cellule cancerogene.

Secondo i ricercatori le instabilità riscontrate sarebbero da ricondurre proprio ai metodi impiegati per riportare queste cellule allo stadio di "staminali". Per immaginare applicazioni nel campo della medicina rigenerativa sono necessarie nuove ricerche, spiegano gli autori degli studi, pubblicati dalla rivista scientifica "Cell Death Differentiation".

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SDA-ATS