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Standard Chartered respinge le accuse Usa

Standard Chartered, la banca britannica accusata dai regolatori americani di aver nascosto miliardi di dollari per conto di Iran e Hezbollah, si è difesa oggi respingendo "con forza" la "posizione e la descrizione dei fatti" data dal Dipartimento dei servizi finanziari di New York.

La banca, che rischia di perdere la licenza di operare nello Stato di New York, ha affermato che "il 99,9% delle transazioni relative all'Iran" erano regolari.

Il titolo della banca oggi è arrivato a perdere il 23% in borsa precipitando ai minimi da 24 anni, in scia alle previsioni sui costi che la banca dovrà sostenere in seguito allo scandalo. Secondo un analista di Liberum Capital, Cormac Leech, citato dall'agenzia Bloomberg, Standard Chartered potrebbe ricevere una multa da 1,5 miliardi di dollari da parte delle Autorità di controllo americane, a cui si aggiungerebbero circa 1 miliardo di dollari di ricavi in meno dalle operazioni in Iran e 3 miliardi di dollari di perdita di valore di mercato in caso di abbandono del posto da parte dei manager più importanti.

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