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Prima di esprimersi sull'iniziativa "Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS" (Riforma dell'imposta sulle successioni) il Consiglio degli Stati vuole che si faccia chiarezza sulla sua validità. Con 25 voti contro 14 e 5 astenuti, i "senatori" hanno così deciso di rinviare il testo alla commissione preparatoria. Questa è stata incaricata di esaminarne la ricevibilità, segnatamente per quel che concerne la retroattività e l'unità di materia.

L'iniziativa - lanciata del Partito evangelico (PEV) e sostenuta anche dal Partito socialista (PS), dai Verdi, dal Partito cristiano sociale (PCS) e dall'Unione sindacale svizzera (USS) - prevede un tasso di imposizione del 20% per la parte delle eredità che supera i due milioni, nonché per le donazioni oltre i 20'000 franchi. Tutto ciò è sottoposto a una clausola retroattiva al primo gennaio 2012.

I fautori dell'iniziativa ritengono che la tassazione delle eredità frutterà tre miliardi di franchi all'anno, che verrebbero assegnati nella misura di due terzi all'AVS e del rimanente terzo ai cantoni. Quest'ultimi non imporrebbero più le successioni e le donazioni.

Per la maggioranza dei "senatori" l'iniziativa pone tuttavia una serie di problemi. Molti parlamentari hanno messo in dubbio l'unità di materia: il testo mischia infatti l'introduzione di una nuova imposta, l'abolizione di competenze cantonali in materia e il finanziamento dell'AVS. Altro aspetto problematico: la retroattività al 2012.

SDA-ATS