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Strage famiglia in Francia: inchiesta a Ginevra ed altri cantoni

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2012 - 16:55
(Keystone-ATS)

Ad un mese dalla strage di una famiglia britannica di origini irachene a Chevaline, in Alta Savoia, l'inchiesta si estende a Ginevra e ad altri cantoni: una commissione rogatoria inoltrata dalla giustizia francese chiede lo svolgimento di determinati "atti" in Svizzera.

Il canton Ginevra centralizzerà l'inchiesta su incarico dell'Ufficio federale della giustizia, ha indicato oggi all'ats il portavoce del ministero pubblico ginevrino, rifiutando di precisare la natura degli "atti" richiesti dalla magistratura francese.

Nei giorni seguenti la strage, gli inquirenti francesi avevano indicato di aver l'intenzione d'indagare sulla possibile fuga dei killer in Svizzera e in Italia. La stampa britannica, dal canto suo, aveva evocato l'esistenza di un conto bancario in Svizzera.

Le ricerche condotte finora non hanno consentito di dissipare il mistero sulle cause del dramma. Gli inquirenti francesi lanceranno domani un appello ad eventuali testimoni.

"Tutti lavorano, ma non ci sono rivelazioni miracolose atte a conferire una svolta decisiva al caso", ha indicato oggi il procuratore di Annecy Eric Maillaud.

Il 5 settembre scorso, Saad al-Hilli, 50 anni, la moglie Iqbal, 47 anni, la madre di quest'ultima Suhaila al-Allaf, 74 anni, erano stati uccisi a colpi d'arma da fuoco a Chevaline, vicino ad Annecy (F), dove la famiglia trascorreva una breve vacanza. Nella sparatoria era stato ucciso anche un ciclista francese.

La figlia maggiore della coppia era rimasta gravemente ferita, mentre la sorellina era rimasta illesa, dopo essersi nascosta per otto ore sotto le gambe della mamma e della nonna.

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