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Delusione, ma anche combattività. Sono questi gli stati d'animo che emergono fra gli sconfitti, alla luce del "sì" popolare alla Strategia energetica 2050.

Staremo attenti al fatto che costi non più di 40 franchi all'anno alle economie domestiche, come promesso da governo e sostenitori, ha affermato il consigliere nazionale solettese Christian Imark (UDC) alla televisione SRF.

Fintanto che il sole brillerà, come oggi, non ci saranno problemi, ma quando in inverno non ci sarà energia fotovoltaica la Svizzera avrà un problema, ha aggiunto. A suo avviso la questione dell'approvvigionamento energetico e del costo della nuova legge non è risolto.

Il consigliere nazionale Benoît Genecand (PLR/GE) si dice "deluso" ma non "sorpreso" dall'esito della votazione. A suo avviso "è necessario riflettere sull'energia idroelettrica". Il settore è frammentato, con oltre 650 differenti attori, privati, Cantoni, Confederazione e clienti.

Per la consigliera nazionale zurighese Doris Fiala (PLR) bisognerà fare in modo che non venga a crearsi una grossa macchina di sovvenzioni, come avviene in Germania. Dal punto di vista liberale il risultato è deludente, rileva in un comunicato.

SDA-ATS

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