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La nuova Strategia energetica 2050 svelata oggi dal Consiglio federale viene accolta fra lo scetticismo di alcuni partiti borghesi e i suggerimenti di associazioni di vario genere. Soddisfatti PS e PPD.

UDC e PLR definiscono la strategia "illusoria". Con le misure previste non verranno raggiunti nemmeno la metà degli obiettivi energetici, hanno scritto entrambi i partiti in un comunicato. I democentristi non accettano una "politica basata sul principio della speranza". Anche secondo i liberali-radicali "con la strada scelta non verranno mai raggiunti gli obiettivi" e bisognerebbe quindi intervenire con una votazione popolare.

Molto diversi i toni del PPD, che parla di "opportunità per la Svizzera". La strategia del governo conferma in nove punti la risoluzione adottata dal partito a Basilea il 25 agosto, si sottolinea in un comunicato.

Soddisfatto anche il PS. Il Consiglio federale non ha presentato un piano di uscita dal nucleare, ma un piano globale destinato a ridurre la dipendenza dalle energie fossili, si legge in una nota. Tutto questo corrisponde agli obiettivi dell'iniziativa socialista cleantech, che auspica una quota del 50% per le energie rinnovabili entro il 2030.

Più critici i Verdi, che approvano l'orientamento generale della strategia, ma giudicano le misure insufficienti. Infatti, secondo quanto presentato dal Consiglio federale, non sarà possibile mettere le centrali nucleari fuori servizio entro il 2029, come chiede invece un'iniziativa ecologista. Il rischio è di dover ricorrere a centrali a gas o importare energia prodotta con materie fossili.

Le proposte del governo, secondo l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), presentano opportunità e rischi per l'economia. Simile la posizione dell'Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES), che preme per un rispetto delle regole economiche.

La Conferenza dei Governi cantonali si concentra invece sulle premesse per una riuscita del progetto. Fondamentale, si legge in un comunicato, è infatti provvedere alla totale liberalizzazione del mercato dell'elettricità. Secondo la Fondazione svizzera per l'energia (SES), la nuova strategia va nelle giusta direzione, ma dovrebbe essere applicata più rapidamente.

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SDA-ATS