Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Rex Tillerson

KEYSTONE/FR171401 AP/SAIT SERKAN GURBUZ

(sda-ats)

L'amministrazione Trump ha compiuto un altro significativo passo per rendere più difficile l'ingresso negli Stati Uniti. La stretta questa volta riguarda i visti turistici, di lavoro e rilasciati a parenti di cittadini residenti in Usa.

Tutti - e si tratta di milioni di persone ogni anno - saranno sottoposti a controlli extra, compresi quelli riguardanti l'attività su Facebook e gli altri social media. Ogni particolare della vita personale propria e dei propri familiari sarà scandagliato a caccia di eventuali 'macchie'. E il minimo sospetto potrà portare al rifiuto del visto.

Il giro di vite è contenuto in una serie di cablogrammi inviati dal segretario di stato, Rex Tillerson, a tutte le ambasciate Usa, con l'indicazione di istruire gli uffici consolari sulle nuove procedure. La parola d'ordine è chiara, messa nera su bianco: mettere sotto torchio i richiedenti e "non esitare a rifiutare le domande di ingresso di ogni individuo che sollevi preoccupazioni sul fronte della sicurezza", scrive il ministro degli esteri.

Del resto Trump - criticando la 'mollezza' dell'amministrazione Obama - lo aveva promesso più volte in campagna elettorale: tutti coloro che vogliono entrare in America saranno sottoposti a 'extreme vetting', controlli eccezionali. Anche i cittadini dei Paesi europei, si era spinto a dire in un paio di occasioni. Al momento però sarebbero esclusi dalla stretta 38 Paesi, quelli ammessi al programma 'Visa Waiver' che garantisce procedute più snelle e rapide.

Tra questi la maggioranza degli stati del Vecchio Continente e i principali alleati e partner degli Usa, come il Giappone, l'Australia, la Nuova Zelanda, la Corea del Sud. Nel mirino ci sarebbero dunque di nuovo i Paesi del Medio Oriente e dell'Africa.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS