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Studio Oxford: uomo predisposto a credere in Dio

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 maggio 2011 - 13:48
(Keystone-ATS)

Gli esseri umani sono predisposti a credere in Dio e in una vita nell'aldilà secondo uno studio di scienziati di Oxford. Secondo la ricerca, condotta per tre anni a un costo di quasi due milioni di sterline, esiste nella mente umana una predisposizione a vedere il mondo attraverso il filtro del trascendente.

"Questo significa che non si può separare la religione dalla vita pubblica", ha detto al Times Roger Trigg, filosofo e co-diretttore del progetto all'Ian Ramsy Centre della facoltà di Teologia dell'ateneo britannico. Secondo Trigg è tuttavia una semplificazione se si afferma che la mente umana è "programmata" per credere in Dio.

Il progetto, coordinato anche da Justin Barrett, un antropologo, ha coinvolto 57 ricercatori che hanno condotto 40 studi in 20 paesi esaminando società religiose e senza Dio. In uno di questi, i ricercatori hanno ipotizzato che nella prima infanzia è più facile credere in qualità sovraumane che accettare le limitazioni della condizione umana. In un altro, condotto in Cina e Irlanda del Nord, è stato riscontrato che la gente tende a credere istintivamente nella vita dopo la morte.

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