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Sulla più grande luna di Plutone, Caronte, c'è un canyon quattro volte più grande del Grand Canyon, e due volte più profondo.

Potrebbe essere stato generato da un oceano d'acqua sotto la superficie che si sarebbe ghiacciato, aumentando di volume fino ad 'aprire' la crosta di Caronte. La struttura è visibile nelle ultime immagini mozzafiato inviate dalla sonda della Nasa New Horizons e catturate durante l'avvicinamento del 14 luglio.

La frattura è appena a nord dell'equatore della luna e si estende su tutta la faccia ripresa dalla sonda, per più di 1.600 chilometri, e probabilmente prosegue sul lato opposto di Caronte. Secondo i ricercatori della Nasa, il canyon e altre fratture più piccole nelle vicinanze sono la prova che eventi geologici 'titanici' hanno sconvolto Caronte in passato. "Sembra che l'intera crosta di Caronte si sia aperta" ha detto John Spencer, del Southwest Research Institute a Boulder, che partecipa alla missione.

Una delle ipotesi dei ricercatori è che Caronte in passato ospitasse sotto la superficie un oceano d'acqua liquido che poi si sarebbe congelato. Di conseguenza sarebbe aumentato di volume 'aprendo' la crosta di Caronte. Questo oceano ghiacciato sarebbe stato anche il 'serbatoio' dei vulcani di ghiaccio della luna che avrebbero 'ringiovanito' la superficie. Le pianure a sud del canyon, chiamate pianure dei vulcani, hanno infatti meno crateri da impatto rispetto alle regioni più a nord, e questo indica che sono regioni più giovani. "Stiamo discutendo la possibilità che un oceano di acqua interna si sarebbe congelato molto tempo fa, facendo aprire la crosta di Caronte e generando eruzioni di lava", ha rilevato Paul Schenk, dell'Istituto di planetologia a Houston.

Prima della visita della sonda New Horizons, Caronte era stato immaginato come un mondo martoriato di crateri e monotono ma le straordinarie immagini a colori che stanno arrivando dalla sonda mostrano un paesaggio complesso, coperto di montagne, canyon, frane, e pianure. Ma questo è solo l'inizio, è previsto l'arrivo di altri dati memorizzati durante l'incontro ravvicinato e allora, garantiscono i ricercatori, la storia di Caronte "diventerà ancora più sorprendente".

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SDA-ATS