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I combattimenti di questa settimana tra esercito del sud Sudan e ribelli della regione di Jonglei (sud Sudan) hanno fatto 150 morti. Lo ha detto oggi un portavoce dell'esercito sudista. Un precedente bilancio parlava di 16 morti. Il portavoce dell'Esercito popolare di liberazione del sud Sudan (Spla) Philip Aguer ha detto che tra i morti ci sono 39 civili, tra cui donne e bambini. Ci sono anche, ha detto, 65 feriti.

Aguer ha aggiunto che i morti tra le file dell'esercito e della polizia sono 20 e i feriti 30. Inoltre sarebbero morti 30 ribelli delle forze di George Athor, ex dell'Spla che avrebbe dato il via alla rivolta dopo aver perso le elezioni di aprile per il posto di governatore dello stato di Jonglei.

Nonostante un cessate il fuoco firmato il 5 gennaio tra i ribelli e lo Spla, i combattimenti sono riscoppiati mercoledì e ieri. Il portavoce dell'esercito ha aggiunto che "il numero delle vittime è elevato perché gli attacchi sono stati sferrati di sorpresa. Non ce lo aspettavamo perchè avevamo fiducia nel cessate il fuoco", ha detto Aguer attribuendo ai ribelli la responsabilità dell'inizio degli scontri.

Gli attacchi giungono poco dopo l'annuncio dei risultati del referendum, che si è tenuto dal 9 al 15 gennaio e che ha visto l'approvazione della richiesta di costituire uno stato indipendente nella regione del sud Sudan entro luglio con il 98,83 per cento dei voti.

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SDA-ATS