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Il governo del Sud Sudan ha accusato ieri l'ex vicepresidente Riek Machar di mobilitare migliaia di giovani miliziani per nuove azioni di guerriglia, mentre proseguono gli sforzi della comunità internazionale per fermare i combattimenti e trovare una mediazione tra le parti.

"Riek ha mobilitato i suoi giovani nuer, fino a 25'000, e vuole usarli per attaccare il governo" nello Stato di Jonglei, ha affermato il portavoce dell'esecutivo di Juba, Michael Makuei. "Possono attaccarci in qualunque momento - ha aggiunto - noi stiamo in allerta per proteggere i civili".

Affermazioni smentite in serata dagli stessi ribelli tramite il loro portavoce Moses Ruai Lat. Dal 15 dicembre scorso la più giovane nazione del mondo è al centro di aspri combattimenti e scontri interetnici che minacciano di degenerare in una vera e propria guerra civile.

Al centro del conflitto c'è la rivalità tra il presidente Salva Kiir di etnia Dinka e il suo rivale, l'ex vicepresidente Machar di etnia Nuer, silurato a luglio dallo stesso Kiir. Il primo accusa il secondo di avere tentato un colpo di stato. Ma Machar nega e afferma invece che Kiir vuole eliminare i suoi rivali.

Nei giorni scorsi le forze ribelli avevano conquistato alcune capitali regionali (Bentiu nello Stato petrolifero dell'Unità e Bor in quello di Jonglei), poi riprese martedì scorso dall'esercito nazionale.

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SDA-ATS