La Procura generale sudanese ha annunciato la conclusione delle indagini per corruzione a carico del deposto presidente Omar al-Bashir, che è ora anche formalmente accusato fra l'altro di "arricchimento illecito". Lo scrive l'agenzia ufficiale sudanese Suna.

Bashir era stato deposto ad aprile da un colpo di Stato militare seguito a quattro mesi di proteste di piazza contro il suo regime. "La procura generale del Sudan ha annunciato giovedì di aver completato tutte le indagini sul procedimento aperto" a carico di Bashir, "dalla procura per la lotta alla corruzione", scrive il sito dell'agenzia.

Citando una "fonte autorizzata", la Suna precisa che "il decaduto presidente è accusato di possesso di divise straniere e arricchimento illecito e losco". Già in aprile le autorità militari sudanesi avevano annunciato che eviteranno di estradare Bashir alla Corte penale internazionale (Cpi), che lo ricerca per il genocidio in Darfur e che l'ex leader verrà processato in Sudan.

Il 75enne deposto dittatore è sotto accusa per crimini di guerra e contro l'umanità e genocidio da parte della Cpi dal 2009. Ma già nel 2005 il Consiglio di sicurezza dell'Onu si oppose a una sua incriminazione all'Aja. Bashir aveva più volte sfidato la corte viaggiando all'estero.

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