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Suolo svizzero sotto pressione, primo rapporto sul tema

Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), in Svizzera il territorio è sotto pressione e il suo sfruttamento non è più sostenibile (foto rappresentativa) KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 novembre 2017 - 13:45
(Keystone-ATS)

In Svizzera il territorio è sotto pressione e il suo sfruttamento non è più sostenibile. È quanto emerge dal primo rapporto sullo stato del suolo svizzero, pubblicato oggi dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).

Terreni sani sono una condizione fondamentale per la sicurezza alimentare e rappresentano una base vitale per gli esseri umani e molte specie animali e vegetali. Il suolo fornisce acqua potabile pulita, materie prime per l'edilizia e protegge contro le inondazioni. Malgrado ciò è la risorsa naturale più sottovalutata e meno considerata, precisa un comunicato.

Le sollecitazioni a cui è sottoposto il suolo sono note (impermeabilizzazione, erosione e compattazione) ma finora erano disponibili solo informazioni frammentarie raccolte grazie a singoli progetti di ricerca e indagini effettuate da Cantoni e Confederazione. Per la prima volta l'UFAM, in collaborazione con gli Uffici dell'agricoltura (UFAG) e dello sviluppo territoriale (ARE), ha riunito tutti i dati e le conoscenze sul tema.

Dal rapporto emerge che non esistono quasi più suoli incontaminati. Dall'entrata in vigore, nel 1985, della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) sono state adottate diverse misure per proteggere il terreno, ma la pressione rimane elevata. In Svizzera ogni secondo vengono impermeabilizzati 0,5 metri quadri di suolo, malgrado il consumo per la costruzione di insediamenti e strade sia calato. I pericoli sono legati anche ai cambiamenti climatici: le forti precipitazioni, che si verificano con maggiore frequenza, aumentano il rischio di erosione e una prolungata siccità estiva può minacciare l'ecosistema.

È necessario prendersi cura maggiormente di questa nostra base vitale poiché la sua rigenerazione richiede tempi molto lunghi, sottolinea il comunicato. L'UFAM, in collaborazione con altri partner di Confederazione e Cantoni, sta elaborando una strategia nazionale che consenta di preservare il suolo anche per le generazioni future. A tale scopo, occorrono buone conoscenze sulla qualità del suolo, così come un rilevamento e una cartografia coordinati delle sue caratteristiche.

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