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È iniziato oggi il processo al medico svedese che ha rapito, ripetutamente violentato e segregato in un bunker una donna di 30 anni per giorni.

L'uomo, 38 anni, la cui identità non è stata resa nota, è stato ribattezzato subito dai media il "Fritzl svedese", con riferimento al mostro di Amstetten (Austria) che tenne per più di 20 anni prigioniera la figlia, abusando di lei.

Il medico era riuscito a drogare la donna, facendole mangiare delle fragole ricoperte di cioccolato, in cui aveva messo un potente sonnifero. Sotto l'effetto del farmaco l'aveva caricata in macchina e portata nella sua casa di Kristianstad, a oltre 500 chilometri da Stoccolma, nel Sud del Paese, dove l'ha tenuta segregata per sei giorni, continuamente sedata e ripetutamente violentata.

Secondo gli inquirenti, il medico aveva premeditato di tenere la 30enne rinchiusa in quel nascondiglio per anni, ma invece dopo sei giorni l'aveva portata al commissariato costringendola a dire che stava bene, perché nel frattempo aveva scoperto che la polizia la stava cercando. Gli agenti si sono insospettiti e lo hanno arrestato.

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SDA-ATS