La Svizzera si è tinta oggi di viola: centinaia di migliaia di persone hanno preso parte alle azioni e alle manifestazioni organizzate in occasione del secondo sciopero nazionale delle donne.

A Berna, sulla Piazza Federale, cuore pulsante del "movimento lilla", e al corteo che si è snodato per le strade del centro le persone erano almeno 35mila. A Zurigo la marcia in favore delle donne ha richiamato, stando alle prime stime, oltre 50mila persone.

In Ticino il sindacato Unia riferisce di circa 10mila manifestanti a Bellinzona, mentre a Lucerna erano in oltre tre mila e mille a Coira. Diverse migliaia di persone sono accorse anche in Romandia, a Friburgo, Neuchâtel, Losanna e Ginevra.

Stamane a Berna alle 11.00 vi è stato un primo momento "ufficiale" in vista delle grandi manifestazioni previste per il tardo pomeriggio: la consigliera federale Viola Amherd e la presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio sono apparse sul selciato davanti a Palazzo federale, accompagnate da altre rappresentanti politiche quali la presidente dei Verdi Regula Rytz (BE), Isabelle Moret (PLR/VD), Edith Graf-Litscher (PS/TG), Margret Kiener Nellen (PS/BE) e Yvonne Feri (PS/AG). La presidente del Consiglio nazionale ha infatti deciso la sospensione, poco prima delle 11.00, della seduta della Camera del popolo per consentire alle parlamentari di partecipare brevemente alla manifestazione.

Innumerevoli le iniziative in tutto il paese, da quelle più intime tra le quattro mura domestiche - astensione dai lavori casalinghi e panni viola stesi al sole - a quelle ufficiali, quali l'incontro sulla Piazza federale, passando per le attività organizzate dai vari collettivi, dalle scuole, dalle chiese, da sindacati e da diverse associazioni. Pause caffè, pranzi in compagnia, passeggiate, workshop di danza, momenti di incontro, discussione e di condivisione. Proiezioni di film e chiacchierate.

Nel pomeriggio poi, ovunque, sono iniziate le manifestazioni: le donne intenzionate a scioperare sono state invitate a interrompere il loro lavoro alle 15.24 - quando, stando alle statistiche sul divario salariale con gli uomini, avranno terminato il tempo di lavoro retribuito su una giornata di 8 ore - e a unirsi ai cortei.

Le prime azioni si erano già tenute allo scoccare della mezzanotte: a Losanna diverse "guardiane" hanno sostituito il collega maschio che per tradizione annuncia l'ora agli abitanti dalla torre della cattedrale. A Basilea il logo dello sciopero è stato proiettato sulla torre Roche, il più alto grattacielo della Svizzera. In diverse città alle prime luci dell'alba è iniziata la distribuzione di volantini con le rivendicazioni.

Anche giornali e siti di informazione hanno dedicato oggi pagine e articoli allo sciopero della donne. Diversi quotidiani svizzeri, fra cui La Regione, hanno tinto la testata di viola o pubblicato in prima pagina i simboli del movimento.

Tra le principali rivendicazioni del "movimento lilla" vi sono la parità salariale, rendite sicure per il lavoro a tempo parziale, rimunerazione delle attività di cura e accudimento, conciliabilità di lavoro e famiglia mediante offerte finanziariamente sostenibili per l'accudimento dei figli e orari di lavoro compatibili con la famiglia, nonché reinserimento professionale garantito dopo la maternità.

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