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La Svizzera si è confermata numero uno in Europa nel campo dell'innovazione, secondo un indice pubblicato oggi a Bruxelles, indica l'Ufficio federale della formazione professionale

Le prestazioni elvetiche in tale campo sono cresciute più della media (+4% contro il +2-3%). Insieme alla Svizzera formano il gruppo di testa dei Paesi europei più innovativi Danimarca, Germania, Finlandia, Svezia e Regno Unito.

I dati IUS (Innovation Union Scoreboard) 2010 si riferiscono agli anni 2007-2009. Non sono ancora del tutto chiare le eventuali conseguenze delle difficoltà finanziarie dell'economia, osserva l'ufficio federale.

Un ambito in cui la Svizzera risulta particolarmente forte è ancora una volta quello dei brevetti internazionali. Altro fattore positivo è l'ingente numero di persone occupate in attività ad alto contenuto di sapere e la percentuale superiore alla media di piccole e medie imprese (PMI) che hanno lanciato prodotti e procedimenti innovativi nonché la cospicua entità delle esportazioni di prodotti di alta tecnologia, prosegue la nota.

La Svizzera si posiziona al di sotto della media invece per quanto concerne la collaborazione tra PMI e istituti di ricerca. Inoltre si è ulteriormente accentuata rispetto al 2009 la relativa carenza nei contatti e nelle cooperazioni tra imprese. Anche nel settore del capitale a rischio ("Venture Capital"), la cui espansione è in rallentamento, la Svizzera potrebbe migliorare. La disponibilità di capitale a rischio corrisponde allo 0,16% del PIL, mentre in Svezia e nel Regno Unito le imprese possono contare su un sostegno ben più ampio, rispettivamente dello 0,23% e dello 0,26%.

Il barometro IUS è stato creato nel 2001 su iniziativa della Commissione europea. Facendo riferimento a 25 indicatori, esso permette una valutazione comparativa delle prestazioni d'innovazione dei 27 Stati membri dell'Ue e di altri paesi europei, tra cui la Svizzera.

L'indagine sull'innovazione nella sola Ue mette in evidenza che sebbene l'andamento della maggior parte dei Paesi sia "promettente nonostante la crisi economica, i progressi non sono abbastanza rapidi" per accorciare le distanze che ancora li separa dai principi concorrenti, cioè USA e Cina. Inoltre, l'Unione - secondo quanto si legge nel documento pubblicato a Bruxelles - mantiene un "chiaro vantaggio" sulle economie emergenti di India e Russia, ma "il Brasile continua ad avanzare e la Cina la sta velocemente raggiungendo".

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SDA-ATS