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Svizzera a corto di vaccini contro rabbia

In Svizzera la rabbia può ancora manifestarsi, anche se raramente, in animali importati illegalmente, in particolare i cani, oppure tramite i pipistrelli (foto rappresentativa d'archivio) KEYSTONE/EPA/MADE NAGI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 settembre 2019 - 11:38
(Keystone-ATS)

La Svizzera è a corto di vaccini contro la rabbia. A causa della carenza di scorte, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) raccomanda a medici, centri di vaccinazione e ospedali di limitare la disponibilità e costituire delle riserve.

La mancanza di vaccini antirabbici è principalmente dovuta alla carenza di scorte del preparato Mérieux, che ha interrotto la fornitura in Europa almeno fino a dicembre 2020, come indicato ieri sul sito internet dell'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic).

Il prodotto sostitutivo Rabipur probabilmente non è in grado di coprire l'intero fabbisogno, pertanto bisogna attingere alle scorte, rilevano diversi giornali del gruppo CH-Media, trasmettendo alcune informazioni fornite dall'UFSP.

L'approvvigionamento nei casi di emergenza, aggiunge Swissmedic, è garantito con una scorta obbligatoria sotto la supervisione dell'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE), in particolare per le vaccinazioni post-esposizione per le persone che sono state probabilmente infettate dal virus della rabbia.

In Svizzera, la vaccinazione antirabbica è utilizzata principalmente come misura preventiva durante i viaggi. Le autorità ora raccomandano una certa moderazione, in particolare si consiglia di non fare acquisiti per stoccaggi di riserva e di limitare la vaccinazione precauzionale. Secondo l'UFSP, in Svizzera sono necessarie ogni anno circa 4500 dosi di vaccino.

Paesi a rischio

La vaccinazione preventiva è solitamente effettuata dalle persone che si recano in Paesi e regioni in cui la rabbia è molto diffusa. Per i viaggi in questi luoghi, l'UFSP raccomanda il vaccino solo se si prevede un soggiorno di almeno tre mesi, invece di un mese come consigliato in precedenza.

La rabbia è una malattia che viene trasmessa all'uomo dal morso o dal graffio di un animale infetto, oppure mediante il contatto con la sua saliva. Il tempo che intercorre tra il contagio e i primi effetti varia da 20 a 60 giorni, avverte l'UFSP sul suo sito internet, sottolineando che la rabbia è una malattia con esito quasi sempre letale ed è curabile solo se il trattamento viene somministrato prima dell'insorgenza dei primi sintomi.

La rabbia è presente quasi ovunque nel mondo, ad eccezioni di alcuni Paesi nel Nord Europa, Australia, Nuova Zelanda e Giappone. In Svizzera, nelle volpi è stata sradicata grazie ad azioni intensive di distribuzione di esche vaccinali, ma può ancora manifestarsi - anche se raramente - in pipistrelli o animali importati illegalmente, in particolare i cani.

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