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Svizzera-Cina: Schneider-Ammann e ministro cinese parlano di lavoro

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 giugno 2011 - 16:19
(Keystone-ATS)

Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha accolto oggi a Berna, presso la residenza Von Wattenwyl, il ministro cinese del lavoro Yin Weimin. I ministri hanno discusso delle relazioni sempre più strette tra i due paesi, sottolineando l'importanza di una buona collaborazione anche in materia di impiego e occupazione, informa un comunicato diramato dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Al termine del colloquio le parti hanno sottoscritto una dichiarazione d'intenti per la collaborazione in materia. Lo scopo di questo "memorandum of understanding" (MoU) è di rafforzare ulteriormente i rapporti tramite uno scambio di informazioni e di promuovere condizioni di impiego dignitose. I temi di interesse comune comprendono le ispezioni, la sicurezza, la salute e la prevenzione nonché la politica del mercato del lavoro. La collaborazione si avvarrà di strumenti quali lo scambio di esperienze, ad esempio nel quadro di visite reciproche, e progetti di collaborazione tecnica.

La dichiarazione di intenti si inserisce nel quadro della collaborazione già esistente fra Berna e Pechino, ad esempio nell'ambito della cooperazione economica allo sviluppo. Il progetto SCORE (Sustaining Competitive and Responsible Enterprises), portato avanti dall'Organizzazione internazionale del lavoro e cofinanziato dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), intende ad esempio illustrare alle piccole e medie imprese cinesi che un miglioramento delle condizioni di lavoro e il rispetto delle norme fondamentali ha senso anche da un punto di vista imprenditoriale: porta infatti a una migliore motivazione e a un maggior impegno dei collaboratori. Attualmente stando al DFAE sono circa 80 le Pmi cinesi che si avvalgono del progetto.

Con un volume di scambi di oltre 13,5 miliardi di franchi la Cina è il principale partner commerciale della Svizzera in Asia e, dopo l'Europa e gli Stati Uniti, il terzo in assoluto. Inoltre, nel corso dell'ultimo decennio gli imprenditori svizzeri hanno operato importanti investimenti in Cina per un volume complessivo di 7,5 miliardi di franchi. La Svizzera e la Cina sono legate da uno stretto rapporto; da menzionare secondo il DFAE sono il dialogo politico, la commissione economica bilaterale, l'Accordo per la protezione degli investimenti, la cui versione modificata è entrata in vigore nel 2010, e l'avvio dei negoziati, nel gennaio 2011, per un accordo di libero scambio di ampia portata. La sottoscrizione del MoU per la collaborazione in materia di lavoro e occupazione è un'importante complemento alla collaborazione già instaurata.

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