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Svizzera consegna a Usa grandi quantità di dati bancari criptati

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 gennaio 2012 - 12:45
(Keystone-ATS)

La Svizzera torna a fornire grandi quantità di dati bancari agli Stati Uniti: stando al Dipartimento federale delle finanze (DFF) si tratta di documenti che concernono le attività degli istituti elvetici negli Usa, non direttamente di informazioni su clienti. I nomi dei funzionari di banca sono inoltre criptati: la chiave per decifrarli dovrebbe venir consegnata solo nel quadro di una procedura di assistenza amministrativa o giudiziaria, oppure dopo una soluzione globale della vertenza che vede l'autorità di Washington opposta a undici società di credito svizzere sospettate di aver aiutato i contribuenti americani ad evadere il fisco.

Secondo il Blick e la radio DRS, che rivelano oggi la vicenda, si tratta di un trasferimento di proporzioni colossali: agli americani saranno consegnati da 4 a 6,5 milioni di documenti, in particolare e-mail, concernenti Credit Suisse e altri sette istituti. L'operazione è stata illustrata ieri dalla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf alla Commissione dell'economia e dei tributi (CET) del Nazionale.

Per bocca di un portavoce il DFF conferma la sostanza della notizia ma non i numeri in gioco: "la quantità dei dati concretamente previsti per la trasmissione criptata non è nell'ordine dei milioni". Una banca - il dipartimento non vuole rivelare quale - dovrà però mettere a disposizione circa 20'000 pagine.

La settimana scorsa il Consiglio federale ha deciso che in linea di principio i dati da consegnare dovranno rimanere criptati: fanno eccezione quelli forniti nel quadro di una procedura ordinaria. La trasmissione viene però ritenuta dal DFF importante nel quadro dei negoziati in corso per aiutare gli istituti sotto accusa negli Usa. Oltre a Credit Suisse fra le banche nel mirino di Washington figurano fra l'altro Wegelin (la cui vendita a Raiffeisen è notizia della settimana scorsa), Julius Bär e Banca cantonale di Basilea.

Secondo il Blick da tempo le banche interessate, per togliersi dalla sgradevole situazione in cui si trovavano, volevano fornire i dati di clienti: in particolare Credit Suisse premeva per una soluzione rapida. La mossa del Consiglio federale avrebbe come obiettivo di impedire la trasmissione diretta delle informazioni e nel contempo di fungere da "aperitivo" per gli Usa, affinché accettino un accordo globale che sembra non entusiasmarli, nonostante i miliardi che gli istituti saranno probabilmente tenuti a pagare.

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