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Sì all'entrata in materia e sì al credito d'impegno di 800 milioni di franchi per la garanzia di un mutuo della Banca nazionale svizzera (BNS) al Fondo fiduciario per la lotta contro la povertà del Fondo monetario internazionale (Fmi).

È quanto propone - con 15 voti contro 6 - la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N).

La maggioranza della commissione rileva che la Svizzera ha interesse alla stabilità del sistema monetario e finanziario internazionale e che con questa misura contribuisce a promuovere adeguamenti strutturali nei Paesi più poveri e a gettare le basi per una loro crescita economica duratura.

Secondo la minoranza della commissione, non si deve entrare nel merito. Essa dubita che un simile programma abbia successo e ritiene che la Svizzera dovrebbe al massimo impegnarsi nella lotta contro la povertà direttamente a livello bilaterale.

La Svizzera partecipa ai programmi dell'FMI dal 1988. L'ultimo contributo è stato versato nel 2011. La nuova richiesta di risorse è dovuta al fatto che nel luglio del 2015 il Fondo monetario ha innalzato i limiti massimi per la concessione di crediti a favore dei Paesi più poveri.

I programmi di credito sono uno strumento per rafforzare le condizioni quadro macroeconomiche nei Paesi in via di sviluppo. Al momento, attraverso il cosiddetto "Poverty Reduction and Growth Trust Fund" (PRGT) vengono accordati mutui rimborsabili nell'ambito di programmi in 20 Paesi poveri.

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SDA-ATS