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Il presidente della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), mons. Markus Büchel, esige che il Paese si impegni maggiormente nelle regioni di crisi, sostenendo e proteggendo meglio le popolazioni, in modo da non essere costrette a fuggire.

"Siamo così ricchi che potremmo fare molto di più", dichiara Büchel alla "Schweiz am Sonntag" dopo essere rientrato da un viaggio in Libano, insieme a Gottfried Locher, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche.

Sentire che l'aiuto umanitario va ridotto, come è stato detto nei dibattiti alle Camere federale, è una cosa che fa male, ha aggiunto il vescovo, secondo cui "siamo corresponsabili, con la nostra ricchezza, della miseria nel Vicino oriente e in Africa".

Invece di pensare unicamente al proprio profitto, è ora di imporre standard di vita degni, sul piano umano, politico ed economico. "Molti dimenticano che i rifugiati che arrivano in Svizzera perdono la casa nel loro paese e la maggioranza di essi non viene volontariamente", ma è costretta a farlo, secondo il presidente della CVS.

Per questo è importante affrontare il problema alla radice, invece di focalizzare la discussione su eventuali rifugiati economici e sulle persone che potrebbero rappresentare un pericolo.

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SDA-ATS