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Svizzera e Perù firmano accordo per protezione clima

La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha seguito la cerimonia della firma in videoconferenza da Berna KEYSTONE/PETER SCHNEIDER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 ottobre 2020 - 17:38
(Keystone-ATS)

La Svizzera e il Perù hanno firmato oggi a Lima un accordo che crea le condizioni per consentire alla Confederazione di compensare una parte delle emissioni di CO2 con la realizzazione di progetti nel Paese sudamericano.

Si tratta della prima intesa di questo tipo nell'ambito dell'Accordo di Parigi sul clima, comunica oggi la Segreteria generale del Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).

L'intesa, che entrerà in vigore entro quest'anno, è stata firmata dalla ministra dell'ambiente peruviana Kirla Echegaray Alfaro e dall'ambasciatore svizzero in Perù, Markus-Alexander Antonietti, precisa il comunicato aggiungendo che la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha seguito la cerimonia della firma in videoconferenza da Berna.

"Questo accordo è vantaggioso sia per la Svizzera che per il Perù, ma soprattutto è positivo per il clima", ha detto Sommaruga elogiando il carattere pionieristico dell'accordo che stabilisce criteri impegnativi per la protezione dell'ambiente e la tutela dei diritti umani.

La Svizzera, nell'ambito dell'Accordo di Parigi sul clima, si è impegnata a ridurre della metà entro il 2030 le sue emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 e raggiungerà questo obiettivo soprattutto con misure adottate sul territorio nazionale, indica la nota.

Tuttavia, l'Accordo di Parigi consente agli Stati di compensare le proprie emissioni anche con la realizzazione di progetti climatici all'estero. Le riduzioni delle emissioni ottenute all'estero possono essere infatti computate all'obiettivo nazionale. Finora gli Stati non si sono tuttavia ancora avvalsi di questa possibilità, viene precisato.

L'accordo raggiunto con il Perù, approvato dal Consiglio federale il 14 ottobre 2020, è il primo nel suo genere a livello mondiale: per la prima volta due Stati trovano un'intesa sull'attuazione concreta di questi meccanismi di mercato secondo l'articolo 6 dell'Accordo di Parigi.

Regole chiare per protezione ambiente e tutela diritti umani

L'accordo - si legge nel comunicato - obbliga entrambe le parti contraenti ad applicare un metodo che impedisca il doppio conteggio delle riduzioni delle emissioni ottenute. Inoltre, definisce condizioni quadro chiare per il trasferimento internazionale delle riduzioni e il loro riconoscimento da parte della Svizzera e del Perù.

L'accordo - viene aggiunto - ha anche un carattere pionieristico, in quanto stabilisce criteri volti a garantire che i progetti climatici siano ecocompatibili, sostenibili e rispettosi dei diritti umani. Secondo l'accordo, non deve sussistere alcun sospetto di violazione dei diritti umani o della legislazione nazionale, nel qual caso il trasferimento delle riduzioni delle emissioni dal progetto in questione verrebbe immediatamente sospeso. Questi criteri sono continuamente monitorati per tutto il periodo di attuazione dei progetti climatici.

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