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Svizzera-Francia: firmato a Parigi nuovo accordo successioni

Il discusso accordo fra Svizzera e Francia sulle imposizioni in materia di successioni è ormai firmato: la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf e il ministro francese dell'economia e delle finanze Pierre Moscovici lo hanno sottoscritto oggi a Parigi. L'intesa sostituisce quella del 1953, che non corrisponde più ai desideri di Parigi, ed entrerà in vigore solo dopo l'approvazione del Parlamento ed eventualmente del popolo, qualora fosse lanciato un referendum.

La convenzione "impedisce a taluni di approfittare delle lacune della base legale e di beneficiare di un doppio esonero", ha dichiarato Moscovici. Dal canto suo, Widmer-Schlumpf non ha nascosto che la Svizzera avrebbe preferito conservare il vecchio accordo: "Ma esso non corrisponde più alla volontà convenzionale della Francia", ha aggiunto.

Entrambi i ministri hanno poi sottolineato i vantaggi del testo sottoscritto oggi rispetto al vuoto giuridico che sarebbe scaturito dalla denuncia pura e semplice della convenzione. Con il nuovo accordo "viene garantita la certezza del diritto e si evitano i rischi di una doppia imposizione", si legge in un comunicato del Dipartimento federale delle finanze (DFF).

Il testo preliminare, parafato nel luglio 2012, aveva suscitato critiche virulente in Svizzera a causa della nuova disposizione che consente alla Francia di tassare gli eredi residenti nel suo Paese dei defunti domiciliati in Svizzera. Esattamente il contrario di quanto prevede la convenzione del 1953.

Rispetto alla prima versione del testo, tre modifiche chieste dalla Confederazione sono state tuttavia apportate. La prima concerne la data dell'entrata in vigore della convenzione, che avverrà il giorno successivo alla fine della procedura di ratifica - che comprende l'approvazione da parte del Parlamento e l'eventuale votazione popolare - e non più il primo gennaio 2014, come previsto inizialmente. "Ciò eviterà ogni effetto retroattivo", ha spiegato un funzionario del Ministero delle finanze francese.

Altro cambiamento: il numero di anni di residenza, affinché un erede sia considerato come un residente francese a tutti gli effetti, è stato aumentato da sei a otto anni. Infine, i beni immobili detenuti tramite società sono imponibili nello Stato in cui sono situati, ma solo se il defunto (o la famiglia) detiene almeno il 50% di questa società.

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