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Svizzera-Germania: governo tedesco approva accordo fiscale Svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 aprile 2012 - 17:21
(Keystone-ATS)

Il governo tedesco ha approvato oggi il riveduto accordo fiscale con la Svizzera basato su imposte liberatorie alla fonte. Il relativo disegno di legge di ratifica dovrà ora ottenere l'approvazione del Bundestag, il parlamento federale, e del Bundesrat, la camera dei Länder. In quest'ultima l'accordo rischia tuttavia di arenarsi perché la coalizione CDU/CSU-FDP di Angela Merkel non dispone della maggioranza.

"Si tratta di un ottimo accordo" pur non essendo "una soluzione al cento per cento", ha affermato il portavoce del governo Steffen Seibert. L'esecutivo - ha detto - esorta con vigore il parlamento ad approvarlo, perché altrimenti "rimane l'insoddisfacente situazione degli ultimi anni". Lo Stato tedesco dovrà inoltre rinunciare a incassare miliardi di euro. "È più di quanto i ministri delle finanze SPD di questa repubblica siano riusciti a ottenere in fatto di lotta al denaro nero", ha dichiarato dal canto suo Steffen Kampeter, 'segretario di Stato parlamentare' nel ministero delle Finanze all'agenzia stampa Dpa.

L'accordo è combattuto dalle regioni a maggioranza rosso-verde: i socialdemocratici (SPD) e i Verdi tedeschi ritengono che esso sia troppo favorevole agli evasori fiscali, cui tra l'altro sarà garantito l'anonimato. Il segretario del gruppo parlamentare della SPD Thomas Oppermann ha ribadito oggi a Berlino che il suo partito non approverà nessun testo che continui a lasciare scappatoie agli evasori risparmiando loro una sanzione. "L'accordo continua a rimanere, anche dopo i nuovi negoziati, un regalo a chi deposita in banca fondi in nero. Chi froda il fisco rimane nell'ombra", ha deplorato Joachim Poss, vicecapogruppo SPD al Bundestag, interpellato dalla Dpa.

Germania e Svizzera hanno firmato il 5 aprile un protocollo aggiuntivo all'intesa fiscale originaria sui patrimoni nascosti siglata lo scorso 21 settembre. L'entrata in vigore è prevista per il primo gennaio del 2013.

In particolare il testo prevede che il prelievo retroattivo liberatorio sui fondi tedeschi depositati nelle banche svizzere ammonti al 21-41%, a seconda della data d'inizio dei depositi e dell'importo del capitale. La maggior parte dei contribuenti tedeschi con patrimoni in Svizzera sarà tassata all'interno della fascia 25-34%, ha precisato la ministra delle finanze elvetica Eveline Widmer-Schlumpf.

Per convincere i Länder riluttanti Berlino ha fatto nuove concessioni per quanto riguarda la chiave di ripartizione del denaro che sarà incassato in Svizzera grazie all'imposta liberatoria per regolarizzare i patrimoni. Il disegno di legge di ratifica approvato oggi prevede che essi ottengano per cominciare il 30% dei proventi dell'imposta. Il rimanente 70% sarebbe poi ridistribuito secondo la consueta chiave di ripartizione. Il ministero delle finanze tedesco prevede un'entrata una tantum pari a circa 10 miliardi di euro. L'unica cifra sicura è per il momento il forfait di due miliardi di franchi (1,66 miliardi di euro) che le banche elvetiche verseranno anticipatamente dopo l'entrata in vigore del trattato.

Sull'ammontare dei patrimoni tedeschi in Svizzera non sono state pubblicate stime ufficiali. Eveline Widmer-Schlumpf ha dichiarato di non sapere quanti miliardi siano. La stampa tedesca - ripresa da quella elvetica - ha avanzato negli ultimi tempi stime in continuo rialzo: dagli iniziali 100 miliardi di euro si è arrivati ormai a 200. Ma prima dell'entrata in vigore dell'accordo molti titolari di conti potrebbero aver trasferito altrove i loro fondi.

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